TESI SCRITTA ALLA FINE DEL SECONDO ANNO DEL CORSO PER CORRISPONDENZA,
DA LORENZO COLOMBO,
SULLA MERKAVA' IL COCCHIO CELESTE.

Premessa

"Nessuno" conosce l'Opera del Carro.

Chi ne parla mente, chi ha intravisto qualcosa non osa parlare. 

Qua e là si intravede qualche orma, qualche indizio, stando fermi non succede niente ma solo stando immobili si combina qualcosa.

La Merkavà è il veicolo di HaShem. La domanda è, il veicolo c'è già o è da costruire?

Forse entrambe le cose?

La Merkavà è il veicolo necessario per compiere il viaggio spirituale attraversi i palazzi divini, i Cieli, i Piani (Loka).

E' un andare e ritornare interiore, lekha lekha!

Vai a te stesso.

Nel mondo ordinario di Malkhut il vivere dell'uomo è orientato verso l'esteriorità e la materialità, il suo riferimento è fuori di sè, è un materialista spirituale; invece il "viaggio" del cocchio celeste è un andare verso l'interno, verso il centro, è un non movimento, è sommo equilibrio. Ad esempio riguardo al settimo Palazzo il fatto che il Grande Sacerdote del Tempio di Gerusalemme poteva accedere al Santo dei Santi solo il giorno del Yom Kippur che cade in Bilancia indica che questo è il Palazzo del perfetto equilibrio, dell'Unità e della "solitidine divina", del Vuoto fatto di Pieno, ciò che è vero per un palazzo e vero per tutti gli altri.

Giusto per fare il punto della situazione i requisiti necessari sono: consapevolezza, unificazione, senso dell'unità e della dualità, fervore, temperanza, amore ed equilibrio. la Consapevolezza deve illuminare ogni nostra azione, sentimento, parola, pensiero. È sommamente  importante essere presenti a se stessi e agli altri, chi è veramente presente ha lo Zen! Il recitare le frasi della Torah, tra le altre cose e' di per se un atto di unificazione, ci unifica al Sè superiore, è un formare l'antahkarana  (il collegamento tra il piccolo e il grande Sè). L'unificazione è lo sposalizio tra l'energia positiva e quella negativa, questa è la nostra dualità e ne scaturisce l'amore che è rappresentato dall'amplesso di sHiVa e sHaktY. Nella simbologia orientale si possono ammirare disegni ove ad ogni centro di coscienza lui è lei sono in congiungimento, sette amplessi che sono uno solo, sette unificazioni che sfociano in una fontana nel coronale (non in basso!).

Quel personaggio  della civiltà maya che sembra guidare una nave spaziale in realtà è al comando  dell'astronave della merkavà. 

Bene.

L'immagine della Merkavà come aereo di linea la preferiamo all'idea di merkavà carro armato che è uno strumento di guerra. L'aereo è uno strumento di collegamento, si eleva nei cieli e si presta come esempio.

Non so se ha un nesso ma anni fa in sogno mi sono visto che guidavo un aereo di linea,  nel sogno ero un bambino un po spericolato ma sicuro di sè, ero il sindaco di un paese. 

Il punto di partenza da dove decolla la Merkavà è Malkhut, il punto di arrivo è Kether e oltre all'infinito. La radianza della sepirà Kether libera dalla schiavitù della terra, da servo diventi servitore dell'Uno, del Padre e della Madre. Da'at è il pilota, è la coscienza illuminata, è l'occhio che non si chiude mai. Chesed e Ghevurà , l'amore e la forza sono i motori, Netzach e Hod sono i due serbatoi.

La Merkavà in realtà viaggia trasportata dagli angeli, dal loro canto. Ecco! l'opera del cocchio si attua con la recitazione e con il canto dei Nomi di Dio.

Restando nel campo della parola ora possiamo esaminare il significato della parola Merkavà la cui radice è formata dalle lettere Beit 2, Kaf 20, Resh 200 che formano anche la parola rakav, cavalcare.

רכב

Il 2 rappresenta la coppia, la dualità e il desiderio che ne scaturisce, rappresenta l'inizio della molteplicità, la nascita di un qualcosa di diverso, i divini fanciulli Sandalfon e Metatron. Significa anche che la dualità tipica di Malkhut va trascesa. Il 20 è chazah, avere una visione; achvah, fratellanza. Il 200 è Qadmon, primordiale; etzem, essenza, osso; na'alaim, scarpe (il metodo). Queste parole ci danno già molte indicazioni, il 2 ci indica che l'amore magnetico è fondamentale, la destra e la sinistra del cuore, del cervello e del corpo devono essere in relazione amorosa, oltremodo il discepolo deve essere aperto all'esterno e non rinchiudersi in isolamento, il 2 ci dice che la relazione di coppia tra maschio e femmina è importante, senza la dualità non può nascere il Germoglio. Il 20 ci dice che non siamo soli e che la Fratellanza delle Anime è vera. Il 200 ci dice che siamo collegati al Signore dei Primordi e possiamo confidare in Lui poichè Egli è scudo e protettore di chi confida in Lui. L'osso è l'elemento più antico ed essenziale e il metodo è quello della Rigenerazione, l'osso è quello della Resurrezione.

La parola rakav connessa a merkavà ci riporta al significato di "cavalca" il "ma" che è l'essenzialità, se non ci liberiamo dai condizionamenti e dai vestiti psicologici difficilmente oltrepasseremo indenni i primi palazzi. La parola "ma" ha lo stesso valore numerico di Adam e significa "cosa". Cosa è inteso come domanda, cosa sei? Quo vadis? Dove vai?

Ritornando al 2, 20, 200 la loro somma è 222. la ghematria di 222 ci riporta alle parole: rakav, cavalcare; berakh, benedire; karav, arare; kavar, setacciare. 

580 - 358 = 222.

580 è il numero di Saraf, Serafino ed è anche il valore numerico di bruciare, serpente velenoso, ninfa che scorre negli alberi.

358 è il numero di Nachash, serpente, ma anche di MESHIACH, il Messia, che arriverà a cavallo (rakav) e sarà la più grande benedizione (berakh).

Per affrontare il viaggio interiore della Merkavà abbisogna un ego piccolo poichè una grande personalità è troppo grassa, è troppo ingombrante per entrare nella cabina di comando. 

Istruzioni operative:

il rituale della Merkavà si può fare soli, in coppia o in gruppo. In gruppo è l'ideale ma è più difficile perchè in questa modalità tutti i partecipanti devono essere in armonia copiaciuta, già ad un buon livello di integrazione con un minimo di padronanza sull'astrale-mentale e sull'uso della parola. Inoltre nel gruppo avviene la moltiplicazione e si manifesta il Maestro, in 10 è come se si fosse in 100.

Oltre alla purezza rituale è richiesta una purezza di fondo tantevero che alcune persone senza nessuna preparazione sono già atte alle discipline più elevate.

Nel luogo del rituale è opportuno non parlare se non lo stretto necessario, che restino fuori i problemi, le opinioni, il profano e tutto ciò che può turbare il rito. Il luogo deve essere silenzioso e ben areato. I partecipanti devono conoscere già il rito in modo che non siano necessarie spiegazioni o chiarificazioni, nulla deve interrompere lo svolgimento.

Le vesti sono anch'esse importanti, il cotone puro è ottimo, ogni palazzo ha il suo colore, se si intende fare un rituale che attraversa tutti i palazzi il bianco è l'ideale.

Importantissimo è l'uso dei profumi, ad esempio per il primo palazzo è il nardo.

Nella settimana che precede il rito è bene astenersi dal cibarsi di carne, dal bere alcolici e dal fumo, il bagno rituale, la cura nelle parole pronunciate e nel comportamento sono essenziali.

L'arte della gestione dell'energia creativa è essenziale, questa Arte è frutto della propria esperienza fatta da capitomboli e risalite. Per sublimare l'energia creativa sono eccellenti la preghiera, soprattutto cantata, l'arte del soffio e del rilassamento. Questa energia creativa viene chiamata anche sessuale ma lo trovo un appellativo insoddisfacente.

Per le istruzioni operative si potrebbero scrivere volumi; io certamente non sono in grado poichè sono un poppante della Merkavà, una cosa posso dire: ne vale la pena di tentare cercando di essere temerariamente cauti, ferventemente calmi, umili.

L'importante è saper tornare.

La costruzione del Cocchio è un opera di assemblaggio, il Carro Celeste è uno strumento di pacificazione, di armonia oltre il conflitto. L'opera della Merkavà porta all'unità primordiale, forse ad un gradino superiore. Da uno stato frammentato fino all'Uno, è la ricomposizione del Corpo Osirideo che venne fatto a pezzettini da Seth Tifone. Nell'atto della creazione il Divino si disgrega in molteplici forme che vengono prioettate nello spazio, queste faville ad un certo punto prendono coscienza e ritornano.

Questo ritorno sento che sia al di la del tempo e dello spazio ma non riesco a concepirlo, concedetemi di rimanere attonito di fronte ai Misteri. 

Alla Merkavà sono associate anche delle figure geometriche, ricordo che Franco, che il Nostro Signore benedica la Sua Anima, trovò un ciondolo di quarzo rosa con due tetraedi sovrapposti e ci disse senza dare spiegazioni che era la Merkavà. Non ricordo che mai abbia aggiunto altro.

Ricordo che disse che il tetraedo rappresenta il Cristo e che il tetraedo è la figura solida con meno facce, ne ha quattro, 4 è il Tetragrammaton. Forse due tetraedi oltre ad evere lo stesso significato della Stella di David sono la realizzazione ultima ove Lui e Lei sono faccia a faccia e si baciano, l'esilio è finito e i Due si Amano come prima più di prima. 

 

Analogie con altre culture. 

Il Bardo tibetano.

Le 49 stanze che l'anima del defunto deve passare possono essere viste sia come il labirinto delle stanze dell'aldilà, oppure dell'inconscio ma anche del mondo in cui stiamo soggiornando, Malkhut.

Si, da un certo punto di vista viviamo nel mondo dei morti o dei prigionieri che al contempo sono liberi.

Chi l'ha detto che non siamo noi i "morti"?. In questo viaggio per le 7 X 7 stanze si incontrano miriadi di aspetti interiori chiamati divinità amichevoli, più o meno amichevoli e divinità irate o accusatrici. Si trovano specchi, situazioni di ogni genere, anche assurde.

Questo viaggio lo immagino come un esperienza iniziatica ove l'anima scende e sale nei mondi, a furia di bastonate e carezze succede un qualcosa, un fiore sboccia qua e la, rettificazioni sopra rettificazioni, purificazione, azione dei quattro elementi, prove e......con l'aiuto di chi ci custodisce, Benedetto Egli Sia, Ecco fatto.  

Nel mito di Iside e Osiride troviamo il riassemblaggio del corpo osirideo, anche la Merkavà è un opera di riassemblaggio. E' interessante anche il fatto della bara di vetro in cui è stato rinchiuso Osiride, senza dimenticare la nascita di Orus che avviene appena Iside rivede negli occhi Osiride. Orus è proprio un mistero, l'unica cosa certa è che si chiama Amore.   

Ciò che sembra esterno è una proiezione dell'interno. 

Le lettere ebraiche abbinate ai palazzi sono tutte lettere doppie e tra l'altro la radice di rakhav (cavalcare) e Kruv (Cherubino) sono formate dalle lettere doppie Resh, Kaf e Beit. 

" cavalcava un Cherubino e volava " 

Riguardo al Messia " ani hu ve-rokhev al chamor" è povero e cavalca l'asino. 

La Merkavà è uno di quegli argomenti che più lo si studia più ci si allontana, avanzando nello studio si esce, si va fuori strada. E' solo regredendo in se stessi che forse la Grazia discende. 

Il Palazzo è come il Gioiello del loto, una volta che ci entri conosci tutti i Palazzi poichè il Gioliello è l'Uno, 1 che è anche 7.

E' anche vero che ogni Santuario ha la sua peculiarità, questa è la natura del Signore d'Amore poichè sette sono gli aspetti dell'Amore Divino, sette i colori dell'Uno che si manifesta. 

 

I Sette Palazzi, i Santuari - Heikhalot.

 

Heikhalot oltre a significare palazzi celesti vuol dire contenitori.

Nell'Opera del Cocchio Celeste le schiere angeliche hanno una capitale importanza, gli Angeli delle varie gerarchie possono essere ostili o non proprio amichevoli al genere umano, è un pò come nel bardo tibetano. Per cercare di essere amico degli angeli bisogna essere dei timorati di Dio, puri, coraggiosi, umili, leali e buoni ma non sempliciotti o bigotti ne tantomeno orgogliosi. Comunque dobbiamo arrenderci al fatto che noi umani siamo metà bianchi e metà neri.

 

Primo palazzo. Il mattone di zaffiro - Livnat ha Sapir.

Il significato occulto di Sapir è Amore, perciò L'Amore è la base di tutti i Palazzi e anche le forze del giudizio sono al servizio del Re dell'Amore Universale.

Guai a chi si lamenta delle prove!

Questo è il palazzo più "basso" connesso a Malkhut (femminile) e a Yesod (maschile).

In questo palazzo tra le altre cose si rettifica l'aspetto della sessualità nella sua accezzione più amplia.

Si tratta di passare dalla Tav alla Alef, dalla moltitudine confusa e confondente del mondo all'unità, si tratta di ritornare al Principio.

Si tratta di rettificare alla luce della sapienza l'immaginazione e la fede, comprendere che la fede rende umili e forti, amorevoli e divinamente denudati, l'immaginazione è pura e non più irretita da falsi idoli.

Peshutà "semplice" e Hafshatà "spogliamento" hanno la stessa radice, ciò ci insegna che l'essere semplici è un traguardo regale, da sempliciotti a semplici, spogliati dagli abiti del caos.

" Non avrai altri dei al di fuori di Me". 

Per quanto riguarda la sessualità la lezione è che il metodo tantrico permeato dalla santità deve essere spontaneo nel discepolo che vuole ritornare vittorioso, si tratta di scendere il minimo nesessario, sarà poi la santità che farà volare in alto l'On.

Livnat ha Sapir. Il Livnat "mattone" rettificato diventa trasparente Zaffiro d'Amore, da rosso diventa bianco " Lavan". La materia è la base per l'Opera. Com'è difficile!

"Purificami oh Signore, sarò più bianco della neve".

Il mattone è rosso (adom) come la terra ma in questo caso è di zaffiro, è destinato a divenire una pietra preziosa.

 

Secondo palazzo. Purezza dei cieli - "Etzem ha Shamaim le Tohar"

è la continuazione del versetto Livnat ha sapir ove viene descritta la visione avuta da Moshè, Aronne, Nadav e Avihu le cui iniziali formano la parola Mana.  Mente, Manna, Mercurio.

Il secondo palazzo è connesso alla sefirà Hod (splendore) ed al giudizio del karma, a Saturno che ha lo scopo finale della purificazione e della redenzione. Questo è il palazzo della doppia purificazione.

Questo heikhal è anche quello dell'alimentazione, del bere e del mangiare.

Il cibarsi e il bere devono essere permeati dalla coscienza, devono essere atti divini pregni di consapevolezza. Il vino (yain) se assunto nella giusta quantità e solo in date occasioni (non nel rituale della Merkavà) e con amorevole saggezza può aprire il cuore, lo scrigno del segreto (sod). Yain (saggezza in sanscrito) e sod valgono entrambe 70.

70 è la ghematria di ken (Si) " Benedetto Sei Tu Signore Dio dell'Universo a Te dico sempre Si ".

70 = Halikha = andare. 7 è il numero del segno dei Gemelli il cui senso è l'andare.

"Benedetto Sei Tu Signore che mi fai andare lungo le vie del mondo e mi preservi"

70 = Adam ve Chava

70 = Lail = Notte

70 = Hisah = fare silenzio

L'angelo di questo palazzo chiamato Etzem ha-Shamaim è Orpaniel detto anche Chashmal, Silenzio (Chash) e Parola (Mal). Chashmal è paragonato alla luce dell'arcobaleno, sintesi celestiale tra acqua e fuoco.

Se il primo palazzo è connesso al centro alla base della spina dorsale il secondo è connesso al centro di coscienza del sottombelico. Il secondo centro secondo la Cabalà è il luogo dove l' afflusso di energia vitale è consistente.

In questo palazzo si apprendono la temperanza, l'umiltà, la saggezza che sottostà alla legge del karma e con la povertà di spirito si apprende anche l'arte del respiro. 

 

Terzo palazzo. Luminosità - Noga - il palazzo dello splendore 

Oltre allo splendore il primo aspetto che viene alla luce in questo santuario è il giudizio severo ma anche la pesatura delle buone azioni e di conseguenza la guarigione che in questo caso perviene soprattutto dalla rettificazione di Malkht e Yesod. Il fatto che siamo nella Città dei Gioielli significa che il giudizio derivante dall'azione è comunque per il bene e racchiude in sè un gioiello.

La lettera Peh corrispondente a Noga ci indica la capacità di rettificare la realtà, passata, presente e futura; il karma in Noga riguarda molto la parola, per il discepolo e per chiunque è di capitale importanza l'uso della parola, la maldicenza o la benedicenza pesano.

 

Quarto palazzo. Merito - Zekhut - il palazzo del merito 

La radice della parola Zekhut (merito) significa purificare. Le prime due lettere radice (Zain - Kaf) sono le iniziali della parola Zekhukhit "vetro". Il Santuario del Merito è trasparente come il vetro.

Questo quarto luogo è connesso al cuore ma anche al tribunale principale, Chesed e Ghevurà. in questo Palazzo ogni volta che troviamo l'equilibrio e si attiva il canale centrale avviene un ribaltamento, si attiva un nuovo stato di coscienza, un piacere nel cuore. I debiti karmici vengono pagati in modo "leggero" poichè questo è il pilastro della Clemenza. Lo Zohar: <

E' interessante notare come i Palazzi hanno similitudini con i loro compagni vicini, pertanto alcune significanze di Noga e di Ahavah le troviamo in Zekhut.

 

Quinto palazzo. Amore - Ahavah 

In questo Santuario siamo connessi a Chesed, all'amore in tutte le sue espressioni. Dato che siamo in corrispondenza con il centro della gola è l'occasione di esprimere l'amore tramite la parola e il canto.

In Heikhal Ahava l'amore del cuore si evolve oltre il sentimento e inonda la mente inebriandola, l'amore quì trova maggiore espressione, oltrepassa il cancello della gola e la parola non può più ferire, anzi può guarire, elevare, creare!

E' significativo che il santo Zohar , per introdurre il discorso sul Palazzo dell'Amore citi il verso del Cantico dei Cantici:

 " sham eten et dodai lakh" = " la ti darò il mio amore "  

 

Sesto palazzo. Volere - Ratzon 

La radice del termine Ratzon significa correre "ratz". Il nostro caro pianeta Terra si chiama appunto Aretz che non è altro che uno dei nomi di Mercurio il corridore divino. Esiste certamente un modo di andare divinamente correndo.

 

Settimo palazzo. Santo dei Santi - Qodesh Qadoshim 

La visione di Ezechiele. 

Ezechiele descrive vividamente il viaggio della Merkavà. Penso che ognuno faccia il suo viaggio, unico e diverso da quello di altri ma il filo esoterico permane e ogni viaggio ha la stessa impronta, l'Unica Impronta.

Il cinque del quarto mese dell'anno trentesimo. l'esperienza di Ezechiele inizia in uno stato di unità, 5 + 4 + 30 = 39. 3 X 13 triplice unità, 39 è anche la ghematria di rugiada, tal.

5 Hey, 4 Dalet, 30 Lamed. Dire, visione, elevazione.

Se sostituissimo la lettrera Alef alla Hey abbiamo il decimo nome di Dio, Eled, questo santo nome secondo il Sefer Raziel è connesso alla Merkavà.

5 baba, porta. 5+4=9 babah, pupilla. 30 Yud Yud Yud, il santo nome Yeay è la triplice sapienza, è il nome della profezia, del terzo occhio. La triplice fissazione del mercurio?

Ezechiele come noi tutti è in esilio ma se la cava. Sulle rive del canale Chebar, che ha le stesse lettere radice di cavalcare e di merkavà (Resh Kaf  Beit = 222).

All'inizio della visione Ezechiele vede avanzare dal settentrione un uragano (Seth Tifone?), una grande nube (l'annebbiamento astrale?) e un turbinio di fuoco (l'irritazione e le emozioni infuocate?). Queste tre manifestazioni sono tre klipot a cui va aggiunta una terza klippat più sottile, Noga (la seduzione del bello, la sottile attrazione).

Un altro modo di interpretare questi quattro stadi è il percorso che il mistico fa per entrare in se stesso. Gli involucri che si attraversano nella meditazione sono molteplici, il corpo fisico ed eterico, i vari gradi dell'astrale e della mente sono popolati da infiniti esseri, da stati interiori, da paure e complessi che si manifestano in vario modo.

Avvicinandosi al centro interiore appaiono I Quattro Santi Animali Cosmici, Essi sono sul piano dell'Anima Cosmica, la Chayah, la vera Vita la cui essenza è Amore e Saggezza.

Le Chayot ha-Qodesh circondano il Trono di Gloria, sono i quattro fiumi di vitalità e di energia che irrigano e fertilizzano il cosmo intero, sono i quattro Cherubini.

Chayot = 424 Messia Figlio di Davide.

                                                                             Lorenzo Colombo, anno 2013

 

 


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