CONTRIBUTO DI YEDIDIA RICCARDO SCOTTI

DOMANDA E RISPOSTE RELATIVA AL SEMINARIO

DEL TERZO INCONTRO 1-2 novembre 2014

 

DOMANDA: Leggendo i tipi psicologici sceglietene uno, potrebbe essere quello nel quale vi riconoscete o quello che vi interessa di più.

Tra i testi che vi ho mandato in passato c'è uno con le parole chiave delle Sefirot tratte dal libro Porte della Luce. Sceglietene alcune, o se avete il libro del Mayer andate a vedere la Porta corrispondente, trovate delle immagini, dei versi della Bibbia, dei Nomi di D-o, che sono pertinenti alla sefirà da voi scelti, e componente una piccola o grande collezione di idee, anche libere, anche fluenti. Avete visto quante libere associazioni facciano i Maestri.

 

RISPOSTA: SEFIRAH CHOKHMAH

Questa santa Sefirah è il lampo, l'intuito, il pensiero non organizzato che porta verso il basso un'idea, un concetto ancora da sviluppare, ancora senza forma. È Binah che dà forma all'ideazione avvenuta in Chokhmah. Queste due Sefiroth sono intimamente connesse. Sono sullo stesso piano e dialogano faccia a faccia, rappresentando il rapporto tra Abba e Ima, il maschile e il femminile superiori.
Joseph Gikatilla il Sha'are' Orah assegna alla Sapienza il nome di D-o costituito dalle prime due lettere del Tetragramma, יה, sottolineando come il nome divino su questa Sefirah in realtà sia strettamente legato al rapporto tra Binah e Chokhmah, tra la Hey e la Yod. E a sua volta Chokhmah è intimamente connessa con Keter, da cui emana direttamente: entrambe queste due Sefiroth costituisconono la Yod, di cui Keter rappresenta il trattino superiore e Chokhmah il corpo dellalettera. La Yod è un punto, e la prima emanazione del Creatore è quindi una realtà puntiforme che si moltiplica infinite volte in basso con l'aiuto di Binah, generatrice dei mondi, a costituire la matrice di tutta l'esistenza. Punto-Yod come seme divino, raccolto da Binah-madre superna e fatto sviluppare nel suo grembo a generare poi i mondi. Il nome יה è eterno ed indivisibile, Sapienza e Intelligenza sono sempre in comunicazione con lo scopo di generare
costantemente la Creazione in basso. La cooperazione tra le due Sefiroth viene descritta in Proverbi 3, 19-20: "YHVH ha fondato la terra con sapienza e ha consolidato i cieli con intelligenza (tevunah)." Entrambe queste Sefiroth rimangono poi interconnesse a Keter per il fatto che la Yod di Chokhmah ha il trattino superiore che è Keter. Ecco che il nome di D-o יה posto su Chokhmah in realtà allude a tutte e tre le Sefiroth superiori, i tre intelletti. In Proverbi 3 il termine che indica HA FONDATO è יסד, yasad, che vale 74, un numero strettamente connesso alle funzioni dell'intelletto: la radice LAMAD, imparare e insegnare (che sono i due aspetti dell'apprendimento, cioè di una attività intellettuale), ci suggerisce proprio questa connessione.
Keter è l'emanatore, non è ancora una fase della creazione, il cui primo aspetto è proprio Chokhmah. Da una parte Keter è un NON C'È ('ajin), dall'altra Chokhmah è il C'È (yesh), che infatti è un altro dei termini collegati da Gikatilla a Chokhmah. Gikatilla indica un alto legame tra le prime due Sefiroth: egli attribuisce a Chokhmah il termine RAZON, volere, che è anche una delle tre teste di Keter, quella più bassa, corrispondente al Volto Infinitamente Lungo, la parte del divino che scende nella Creazione incrociando sul suo cammino proprio Chokhmah, la Yod. Nel salmo 145 (versetto 19) si legge: "aprendo le tue mani e saziando ogni essere vivente mediante il volere-razon". Lo shefa, l'abbondanza che discende da Keter, è riversata sulle creature tramite le mani di D-o (yadekha) mediante il volere, che è il volere di Keter e il volere di Chokhmah.
Un'altra connessione tra Chokhmah e Binah è in Giobbe 28,28: ILTIMORE DI YHVH È CHOKHMAH E LO SCHIVARE IL MALE È BINAH. Da ciò si deduce che separare l'attività di queste due Sefiroth è impossibile, e ciò è indicato anche dalla indivisibilità delle prime due lettere del tetragramma, יה, che indicano sia la Sapienza che Sapienza e intelligenza unite.
Per concludere, cito una bellissima immagine descritta da A. Kaplan in INNERSPACE. Le 4 lettere del Tetragramma indicano la discesa dello shefa, l'abbondanza della divina provvidenza, nella creazione: la Yod è una sorta di moneta, il piccolo tesoro che è lo shefa e che sta per essere riversato nella creazione dall'alto. La prima hey è la mano di D-o che racchiude la moneta pronta per essere consegnata. La Vav è l'elemento di raccordo (è infatti un canale ed un uncino) tra il datore e il ricevente. È il braccio di D-o proteso in basso nella Creazione. La seconda Hey è la mano del ricevente nella quale D-o fa cadere la moneta-shefa. Di nuovo ritorna il termine MANO già descritto nel salmo 145. La parola ebraica יד è sia YAD, mano, che YOD, la lettera abbinata a Chokhmah. La mano YAD è costituita da due lettere, una Dalet e una Yod, e anche la lettera Hey può essere vista come una Dalet a cui viene aggiunta in basso a sinistra una Yod. Quindi la mano è la Hey, come indicato nella bella immagine proposta da Kaplan.

STUDIO DEL NOME DI D-O יה
Compare 48 volte nella Bibbia, e 48 è GHEDULAH, la grandezza, che è un termine usato talvolta per indicare la Sefirah Chesed. È la Sefirah posta immediatamente sotto chokhmah, che è quindi la sua radice. Ed è Chokhmah la Sefirah connessa al nome יה.
Altro termine che vale 48 è MOACH, cervello. E la sapienza è uno dei tre cervelli insieme a Keter e Binah.
La Cabala ci insegna che la prima volta in cui compare un termine nella Bibbia è un passo particolarmente significativo. È in Esodo 15,2 che יה compare per la prima volta: "mia forza e (mio) canto è D-o/יה". MIA FORZA è 'azì (עזי), che vale 87 considerando le tre lettere, e 77 considerando solo il termine privo di pronome suffisso. 87 è l'espressione ANÌ YHVH, cioè IO SONO YHVH. Ebbene, vi è ancora una volta il richiamo all'unità inscindibile di chokhmah (יה) a binah (YHVH).
77 è LEV ADAM, cuore dell'uomo. È il cuore, sede dei sentimenti indirizzati all'Altissimo, la forza (עזי) spirituale dell'uomo. Le vette eccelse a cui possono arrivare sapienza ed intelligenza, unificate da Da'at, non sono nulla se la conoscenza non scende al livello del cuore, da cui l'espressione "lev mevin da'at", cuore che  comprende la conoscenza.
Espandendo il termine MIA FORZA (עזי), otterremmo: "la fonte (è la) mia Zain", in quanto AIN è fonte. Oppure "l'occhio (simbolo della sapienza) è la mia Zain", poiché un altro significato di AIN è occhio. E quale segreto nasconde la Zain perché si possa dire che "יה è la mia forza e la fonte sapienziale della mia Zain"? Questa lettera rappresenta la ricerca dell'anima gemella, che al femminile è la echet chail, la donna di valore. Tale ricerca risulta vana se alla base non c'è in parallelo anche la ricerca di יה, del D-o / Sapienza. Inoltre la parte superiore della Zain è una coroncina, e il versetto di Proverbi ben sottolinea che "una donna di valore è la corona del marito".
La Zain rappresenta anche la Luce Ritornante, la cui fonte è, quindi, il seme divino, la Yod di Chokhmah.
A livello ghematrico, la Zain è il sette, che in Cabalà è il numero benamato. Innumerevoli sono i settenari descritti dalla Cabalà. Tra tutti ricorderei in particolare il sette come Shabbat x gli ebrei, e il sette come i precetti dell'alleanza noachita x i non ebrei. Alla base di entrambi vi è la Sapienza di יה, la sapienza divina.
Inoltre il sette è il numero del matrimonio (in astrologia è la settima casa), e lo Shabbat rappresenta l'occasione per dedicarsi allo studio della Torah e allo stare in famiglia.

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