LA SCALA DI GIACOBBE



viaggio verso l’essenza di se stessi

 

   La scala di Giacobbe, non è solo un viaggio tra questo mondo e quello angelico, ma il viaggio verso l'essenza di se stessi. La personalità del patriarca biblico Giacobbe, figlio di Isacco e nipote di Abramo, ha una attualità straordinaria. Giacobbe è anche il padre delle dodici tribù d'Israele, matrice del simbolismo zodiacale, quindi archetipo della pienezza collettiva. Leggendo i racconti biblici su Giacobbe, ne emerge una figura ricca di sentimenti, di pensieri profondi, di soluzioni creative sul come risolvere problemi famigliari e sociali. Giacobbe incontrò gli angeli varie volte nel suo cammino. 

    Ogni volta fu diverso e più intenso. Il suo cammino, se guardiamo in profondità, è quello di ciascuno di noi. Una via da "eroe" ma anche da persona semplice e debole. I due opposti interagiscono in continuazione in questo personaggio. Giacobbe possedeva anche una incalcolabile conoscenza esoterica, e ci invita a fare altrettanto. Nel corso della sua vita, dopo un incontro memorabile, Giacobbe riceve il nome Israel. "Yaakov (Giacobbe), viene da "akev", "tallone" e "contorto". Israel contiene le lettere di "rosh", "testa" e di "yashar" "diritto". 

    E' un viaggio dai più bassi centro di coscienza, nel fondo del piede, fino a quelli più alti, fino alla sommità del capo, ed oltre. Infatti, a coronamento della sua vita intensa e travagliata, egli verrà anche chiamato Yeshurun, "l'infinitamente diritto". 

    E' il perfezionamento della verticalizzazione che è lo scopo ultimo dell'evoluzione umana. Ripercorreremo insieme le tappe principali del Viaggio, aiutati dai due Custodi superni: Sandalfon e Metatron. Il primo governa la parte "bassa" del cammino, il "sandalo", il secondo è invece la guida della parte "alta". In Metatron domina la Tet, la lettera del "bastone di comando". Vedremo anche come questi "alto" e "basso" siano in realtà intercambiabili. 

     In apertura della giornata riproporremo ai presenti il famoso enigma che la sfinge pose di fronte ad Edipo: "Qual è l'animale che al mattino avanza con quattro zampe, a mezzodì procede con due e quand'è sera cammina con tre? La risposta di Edipo, "l'uomo, che da giovane cammina a quattro zampe, durante la sua età matura sulle due gambe e da vecchio ha bisogno del bastone", costrinse la Sfinge ad uccidersi. Vedremo come in realtà la risposta di Edipo sia triviale, mentre ne esiste una ben più approfondita. Vedremo tra i partecipanti chi la intuisce.
Poi, tra studio e canti e momenti di riflessione meditativa, compiremo il Viaggio insieme a Giacobbe e la sua famiglia.

 

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