Analisi Cabalistica degli Aspetti Plurimi del Nome Metatron

 

“Pronunciate le lettere al contrario e saprete che siete come Dio”

Isaia 41 , 23.

Cominciamo dal 1° Nome strettamente associato a Metatron, che nel rituale di meditazione inerente la Sephirà DA’AT
è Sandalphon.

Bisogna seguire le indicazioni di questo brano di Isaia per risalire all’inverso, ghematria dopo ghematria, al segreto del Nome di Sandalphon.

Letto in senso contrario Sandalphon diviene Nun sofit Vav Peh Lamed Dalet Nun Samekh. Adottiamo il valore di partenza della Nun Sofit e non della Nun semplice, perché quest’ultima ci proterebbe a fine procedimento a penetrare solo un aspetto parziale di Sandalphon, che è quello di appartenere ai 280 Dinim, le Forze del Giudizio severo.

Proviamo quindi a risalire il Nome dalla sua fine, partendo dalla prima lettera, la Nun sofit

Nun sofit = 700

Tale valore ci mette sulla giusta strade del decriptamento. Corrisponde infatti al “Coperchio dell’Arca dell’Alleanza”(Kaphoret) , di cui Sandalphon è rappresentato come il Kerub di sinistra ( a destra si pone Metatron).

Tale supposizione ci viene confermata anche da un altra ghematria, “il velo di Parokhet”(Pharokhet), che all’interno del Tempio era il velo-tenda di separazione dalla presenza del “santo dei Santi”. Inoltre tale ghematria corrisponde anche alla “corona del sacerdozio”(Keter Kehumah) di Set (700) meglio conosciuto come Melkhisedec, di cui sono investiti i “veri” discendenti di Adam ( Set, il Figlio di Adam).

Quindi avremo :

Nun s. Vav = 706
è la ghematria di “Eretz qodesh” , la “Terra santa”. Grazia alla risvegliata coscienza del Vav l’Essere umano giunge allo stadio di contatto con la sua “Adamah”(il sé), dove può porsi in ascolto interiore per recepire il “Verbo”
( Qoelet : “ Tempo di parlare” = Et Ledaber ).

Nun s. Vav Peh = 786
la ghematria di Shulamit (la shulamita dello Shir Hashirin), lo stadio in cui l’Essere umano acquisisce la completezza (Shlemut) del Femminile, la reintegrazione delle due Hey del Tetragramma Yud Hey Vav Hey.

Nun s. Vav Peh Lamed = 816
Il “Tempo del Volere”(Et Ratzon), lo stadio della totale consapevole sottomissione(Shiflut = abbassamento) al volere di Hashem.

Nun s. Van Peh Lamed Dalet = 820
“Ed amerai il tuo prossimo come te stesso”(Ve ahavta lereekha kamakha) perché ”Il tempo della Redenzione è arrivato”(Et ha Zamir highia). E’ lo stadio in cui si raggiungono le Acque di Chesed(Maim) fecondate dalla Sapienza esoterica del Re(Meleck).

Nun s. Vav Peh Lamed Dalet Nun = 870
la “tunica”(Ketonet), è lo stadio in cui bisogna spogliarsi di ogni componente corporea per trasformarsi in puro spirito.

Nun s. Vav Peh Lamed Dalet Nun Samekh = 930
La ghematria ci svela : “ Questa è la porta (del Gan’Eden)di Hashem, in essa vi enteranno (solo) i Giusti”( Ze ha Shaar Yhvh tzadiqim Yavou bo). E’ lo stadio finale in cui si incontra Sandalphon in tutta la sua severa maestà.

Solo chi ha “compiuto” correttamente con grande umiltà tutte le precedenti fasi iniziatiche secondo i segreti cabalistici della Torah, non sarà respinto dalla sua fiammeggiante spada rutilante. Solo dopo aver varcato la “soglia” del Gan Eden, Sandalfon si rivela nel suo aspetto sublime e misericordioso di Metatron. Chi non sarà esotericamente degno, a causa della sua impurità, di varcare la “soglia”, farà esperienza del volto oscuro e distruttivo di Metatron/Sandalphon, quello di Samael , l’Angelo della Morte.

Sempre secondo le istruzioni di Isaia 41-23, risaliamo ora il Nome Metatron (Mem Yud Tet Tet Resh Vav Nunsof )
Procedendo dalla sua ultima lettera :

Nun sofit = 700
Tale valore ci mette sulla giusta strade del decriptamento. Corrisponde infatti al “Coperchio dell’Arca dell’Alleanza”(Kaphoret) , di cui Sandalphon è rappresentato come il Kerub di sinistra ( a destra si pone Metatron).

Tale supposizione ci viene confermata anche da un altra ghematria, “il velo di Parokhet”(Pharokhet), che all’interno del Tempio era il velo-tenda di separazione dalla presenza del “santo dei Santi”.

Inoltre tale ghematria corrisponde anche alla “corona del sacerdozio”(Keter Kehumah)di Set(700) meglio conosciuto come Melkhisedec, di cui sono investiti i “veri” discendenti di Adam ( Set, il Figlio di Adam). E’ la fase di risveglio della forza generativa (Forza dell’On) del 1° Chakra, localizzato alla base della colonna vertebrale, che come una fiamma comincia a dinamizzarsi con un movimento di rotazione a spirale verso l’alto.

Nun sof. Vav =706
Tale ghematria ci rivela uno dei segreti della Merkhavà, “la ruota dentro la ruota”(Ha ofan ve tokh ha ofan), il centro immobile delle ruote del “carro”, in altre parole l’attivazione della forza centripeta del 2° Chakra che si risveglia in tale stadio poco al di sopra degli organi genitali, sollevando l’on, che si trasforma così potenzialmente in Forza creatrice. Come ci spiegano le ghematrie è’ la fase iniziatica in cui si fa la conoscenza del Verbo divino che si rivela in noi(Et ledaber= E’ il tempo di parlare), proprio come quando Moshè ode per la prima la voce di Hashem che lo chiama dal Roseto (Shoshanim) “ardente” per invitarlo a penetrare nell ‘Adamah(il sé ), il sacro terreno(eretz ha qodesh) interiore da cui quella voce proviene.

Nun sof. Vav Resh = 906
E’ il momento della verticalizzazione stabile dell’Essere umano(Metinut =stabilità) in cui si apprende l’effettivo controllo di sé stessi (controllo del sé, cioè Reshut=dominio) sottomendendosi alla verità del volere superno di Hashem (Mish patei Yhvh emet= i giudizi di Hashem sono verità). E’ la fase esoterica in cui si rivela al nostro Essere la Missione di carattere transpersonale affidataci da Hashem ed il segeto della nostra “reale” identità. Corrisponde al risveglio del 3° Chakra, il Plesso solare che è il punto di congiunzione fra L’albero della Conoscenza del bene e del Male dei primi due Chakra e l’Albero della Vita lungo cui è ora possibile risalire. .Non a caso anche nella tradizione orientale, tale Chakra viene detto “dei 10 petali”, il numero delle sephirot dell’Albero della Vita.. E’ da questo Chakra che si perviene ad uno stato di purificazione sufficiente dove è possibile attivare in noi la linfa rigenerante dello Spirito, senza rimanerne annichiliti, proprio come Moshè dopo il Roseto ardente.E’ la fase del risveglio armonico della consapevolezza superna.

Nun sof. Vav Resh Tet = 915
E’ una fase esoterica molto delicata. E’ la fase di grande pacificazione fra Giudizio(Ghevurah) e Misericordia(Chesed) in cui la luce messianica della Shekhinà si interseca ascensionalmente al principio maschile di Metatron proprio in Tipheret. La Tet che qui incontriamo, così come quella successiva, sono le polarità lunari e solari dei due serpentelli della Forza dell’On( kundalini) rappresentati nel caduceo di Hermes. Corrisponde all’attivazione del 4° Chakra, quello del cuore, in cui la “mano di Giustizia” può trasformarsi per il potere di Chesed in “mano benedicente” secondo i principi della” Beith Din”, la “Casa di Giustizia”.

Essi attestano che quando l’essere umano pecca, finisce con il separarsi dalla luce protettiva della Shekhinah e cade preda delle “potenze” preposte, gli “Sharim(i Principi) accusatori del Giudizio severo ed allora la Shekhinà si trasforma suo malgrado in la “mano del rigore”. All’opposto, se l’uomo si libera dal peso dei suoi peccati grazie alla Teshuvà(conversione) ed alla purificazione , si riavvicina all’aspetto luminoso della Shekhinah, che diviene allora la “mano benedicente”, che lo libera dal potere degli Sharim.Tale percorso è alla base di ogni procedimento taumaturgico atto a guarire il corpo proprio a partire dai mali dello spirito. La sapiente attivazione di tale Chakra contiene il potere guaritivo dei taumaturgi, come ci rivela la stessa ghematria di 915 :”U lekol basaro marpe”( E guarirò ogni carne) .

Nun sof. Vav Resh Tet Tet = 924
E’ la fase esoterica della “Porta del Dalet”, detta anche “Porta degli uomini”, il 5° Chakra, che può aprire il “passaggio” verso la progressiva acquisizione della “consapevolezza” divina, se ci si spoglia di ogni pur minimo e residuale frammento del proprio Ego. E’ la fase dell’annullamento totale del sé inferiore, già precedentemente assoggettato e reintegrato, affinché si venga riverberati dalla luce del sé superno(il Superconscio) del disegno divino, che deve divenire il nostro unico pensiero. E infatti la ghematria di 924 ci svela tale principio col simbolo dei filatteri : “Tefilim shel Vad” ( i filatteri del braccio).

Nun sof. Vav Resh Tet Tet Yud = 934
E’ la fase esoterica della “Guerra iniziatica” per la rettificazione della seconda creazione , attestata dalla ghematria “ Botzina de Qardinuta”(scintilla “dura”), espressione dello Zohar riferita alle Ghevurim, le Forze del Giudizio severo, le scintille di santità imprigionate nella Materia, ove hanno smarrito la loro identità a causa della separazione dalle radici ontologighe dei Chasadim che le hanno generate. In questo stadio ci si riferisce a quei Cherubim detti Bnei Baraq= figli del fulmine, che si ribellarono ad Hashem e che in una schiera di 200 furono precipitati sul monte Kermon, da dove ben presto si unirono sessualmente alla razza umana e assoggettarono gran parte di quell’umanità che fu distrutta dal diluvio universale.

Corrisponde all’attivazione del Chakra della Ghiandola dell’Ipofisi, che attiva la visione profetica, cioè la capacità di decifrare quella parte del disegno divino che ci è stata assegnata.. E’ una fase di attenta selezione che non deve corrispondere a criteri umani, che va inoltre estesa contemporaneamente anche a quella parte di umanità successiva al diluvio universale ( Ele toldo Noach =Queste furono le generazioni di Noè), in cui si reincarnarono gran parte delle anime corrotte delle generazioni della seconda creazione precedenti il diluvio.

Nun sof. Vav Resh Tet Tet Yud Mem = 974
E’ la fase finale, corrispondente al 7° Chakra, detta del “Tempio celeste”, ove si può attivare la ghiandola pineale anche per edificare il “corpo di luce” necessario al passaggio nel Olam habba (il mondo a venire). Il processo rettificativo riguarda in questa ultima fase del vecchio mondo tutte le generazioni del Mondo del Tohu, la prima creazione, i sette regni di Edom. Infatti 974 è proprio il numero delle generazioni precedenti la creazione dell’Adam(la seconda creazione). Ma se consideriamo il numero di tali generazioni fino a quella di Mosè, la 26° da Adamo, ove fu concesso da Hashem il dono salvifico della Torah, tali generazioni diventano mille (974 + 26 = 1000). Tale numero ha un profondo significato esoterico. Non a caso nella tradizione orientale il 7° Chakra viene chiamato il “Loto dai 1000 petali”, che in realtà sono solo 972, di cui 12 al centro che si muovono in rotazione in senso orario e gli altri 960 invece procedono in senso antiorario. E’ il segreto del mozzo della ruota che abbiamo già incontrato al secondo Chakra, solo che qui il centro non è immobile ma procede creando un vortice ascensionale centrale. E’ una perfetta simbologia delle energie entropiche delle Ghevurot (960 = Nashim =Nun Shin Yud Mem sof.=le donne, ossia le Ghevurot , cioè la spiritualità decaduta delle acque inferiori femminili come attesta la Mem sofit) contrastate dalle energie ascensionali evolutive dei Chasadim ( le 12 tribu disperse, i Bnei Israel= figli di Israel che si ricostituiranno in Gerusalemme per attivare esotericamente in modo congiunto il vortice ascensionale verso l’Olam Habbà, il mondo messianico). Saranno esclusi coloro che non saranno degni di varcare le porte della città perché mancanti dei necessari sigilli che permettono di varcare la soglia. Il passaggio attivato in tale stadio viene chiamato in molte tradizioni esoteriche, la “Porta degli dei”. Secondo la Cabala ebraica, l’unico ad avere tentato di esercitare un potere Teurgico così elevato, pare sia stato re Salomone, che “operò” per la rettificazione del mondo partire dalle sue 1000 mogli non ebree di tutte le nazionalità allora conosciute, elevandole spiritualmente dalla loro “caduta” primordiale tramite un processo di “impregnazione”, in cui grazie ad esse sarebbe stato trasmesso alle loro generazioni future la componente cromosomica ontologica mancante (l’Aleph), necessaria alla riattivazione della loro memoria genetica verso i Chasadim da cui inconsapevolmente discendono proprio all’avvento dell’era messianica.

Il processo esoterico relativo ai sette Chakra corrispondenti alle varie lettere riunificate in senso inverso del Nome Metatron, va concepito come un momento collettivo di quella parte di umanità che sarà capace del suo risveglio congiunto alla vigilia dell’era messianica del settimo millennio, necessario a tale complesso percorso.

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