CABALÀ, ALCHIMIA, E IL CAPITOLO 28 DEL LIBRO DI GIOBBE


CABALÀ, ALCHIMIA, E IL CAPITOLO 28 DEL Giobbe

… Certo, per l’argento vi sono miniere
e per l’oro luoghi dove esso si raffina…..
…Una terra, da cui si trae pane,
di sotto è sconvolta come dal fuoco.
Le sue pietre contengono zaffiri e oro la sua polvere…
…Ma la sapienza da dove si trae?
E il luogo dell’intelligenza dov’è?

In due seminari di una giornata ciascuno, ci rivolgeremo alle incredibili connessioni tra Cabalà ed Alchimia. Durante il primo incontro leggeremo e commenteremo tutto il capitolo 28 del libro di Giobbe, il più ricco dal punto di vista della simbologia alchemica. In esso vi è la descrizione del cammino verso la sapienza:
“il sentiero che nemmeno il falco conosce”;
vi troviamo la suprema trasformazione della nostra parte volgare in un qualcosa di eterno e luminoso, la crescita dalla nefesh (anima inferiore) alla neshamà (anima realizzata):
“ve-afrot zahav lo” “e il piombo porta all’oro”;
l’insegnamento sul come porre fine all’oscurità: “qetz sam la choshekh”

Spiegheremo l’arte dello tzeruf, la permutazione che purifica il significato delle parole, e le porta alla loro luce dorata, i sette metalli e le sette Sefirot. I setti nomi dell’oro, e le loro corrispondenze esistenziali.
Ci avvicineremo anche all’Esh Metzaref, un ermetico testo di Cabalà alchemica, che studieremo in pubblico per la prima volta. Il seminario è pienamente in linea con quanto abbiamo avvicinato durante i nostri incontri sull’Opera del Cocchio. Sarà un’altra parte importante della Merkavà, il Cocchio celeste.

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