Secondo la mia personale opinione il Nome del Principe del Volto scritto con le lettere ebraiche (mem-yod-tet-tet-resh-vav-nun) racchiude un codice che permette di individuare la mappa dell’anatomia esoterica, spirituale, di ogni essere umano.
Esistono due modi di scrivere il nome del principe del volto, uno con la Yod e uno senza:
n
h h
x e p
In questo primo caso, si ha una mappa spirituale della coscienza sopita dell’essere umano, ci sono tutti gli ingredienti per uno sviluppo spirituale: il fuoco sacro alla base della colonna vertebrale (nur) , i due serpentini (le due tet), le acque superiori (la mem), nonostante tutto questo l’essere umano in questa fase è ancora insonne, addormentato, perso dietro il fuoco (nur) delle sue passioni che deve ancora domare, ma analizziamo meglio il termine nur per capire di cosa si tratta e dove compare nella Troah.
il libro di Daniele narra la storia di alcuni giovani ebrei presso il re Nabuccodonosor, questi giovani rifiutano il vino e il cibo che il re offre loro per non “contaminarsi” e preferiscono altri tipi di cibi più poveri come verdure e acqua, in questi giovani ebrei si nota una ferma volontà di restare fedeli alle proprie regole alimentari e di conseguenza alla loro purezza…
In Seguito il re chiede loro di prostrarsi e di adorare una statua d’oro che aveva fatto costruire, loro rifiutano e restano fedeli ad Ha-Shem…il re non apprezza il loro affronto e li condanna a morte:
I tre giovani nella fornace (Daniele 3,19-24)
19 Allora Nabucodònosor, acceso d`ira e con aspetto minaccioso contro Sadrach, Mesach e Abdenego, ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. 20 Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadrach, Mesach e Abdenego e gettarli nella fornace con il fuoco acceso. 21 Furono infatti legati, vestiti come erano, con i mantelli, calzari, turbanti e tutti i loro abiti e gettati in mezzo alla fornace con il fuoco acceso. 22 Ma quegli uomini, che dietro il severo comando del re avevano acceso al massimo la fornace per gettarvi Sadrach, Mesach e Abdenego, rimasero uccisi dalle fiamme, 23 nel momento stesso che i tre giovani Sadrach, Mesach e Abdenego cadevano legati nella fornace con il fuoco (Nura nun-vav-resh-alef) acceso. 24 Essi passeggiavano in mezzo alle fiamme (nura), lodavano Dio e benedicevano il Signore.
Da questi passi si evince che i giovani grazie alla loro purezza non vengono bruciati dal fuoco che invece distrugge gli altri soldati…per loro il fuoco diviene immateriale, spirituale, la metafora che sta dietro questo racconto è ovvia, i giovani grazie alla loro purezza hanno ammaestrato il fuoco (nur) delle loro passioni e dei loro istinti inferiori, il fuoco di cui parliamo è la fiamma che sta alla base della colonna vertebrale capace di accendere, nella sua risalita, i sette centri di coscienza presenti nell’essere umano, non è un caso infatti che il Re ordini di aumentare il fuoco della fornace SETTE volte più della norma prima di gettarvi i giovani ebrei, il racconto continua:
(Daniele 3,27) Quindi i satrapi, i prefetti, i governatori e i ministri del re si radunarono e, guardando quegli uomini, videro che sopra i loro corpi il fuoco non aveva avuto nessun potere; che neppure un capello del loro capo era stato bruciato e i loro mantelli non erano stati toccati e neppure l`odore del fuoco (Nur) era penetrato in essi.
In Cabalà i vestiti simboleggiano sempre un particolare tipo di luce spirituale, or makhif, luce avvolgente, il fatto che i giovani non si siano bruciati i vestiti significa che la loro purezza spirituale non è stata intaccata dal fuoco delle loro passioni inferiori, il fuoco è stato domato.
Più avanti, in Daniele 7, ci sono altri passi che specificano ancor di più di cosa si intende con il termine Nur:
Libri Profetici – Daniele Dn 7,9
9 Io continuavo a guardare, quand`ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco (Nur) con le ruote come fuoco (Nur) ardente.
Libri Profetici – Daniele Dn 7,10
10 Un fiume di fuoco (Nur) scendeva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti.
Quindi il termine nur è usato sia per gli essere umani, i quali possono esserne distrutti se impuri o rimanere indenni se puri, sia per D-o stesso, il quale siede su un trono di fuoco (nur).
Il Fuoco è un elemento che appartiene sia all’uomo che alla divinità.
L’anatomia spirituale dell’iniziato è rappresentata dal nome del Principe del volto in cui compare la Yod:
n
i
h h
x e p
Il primo Nome, senza la yod, vale 314, in questo numero si può leggere tutta la forza e la potenza del Principe degli angeli che vale come Shadday, un importantissimo nome di D-o legato a Yesod la sefirà legata agli organi genitali, ma in questa ghematria non si legge alcun riferimento all’unione degli opposti in quanto Yesod può essere vista come luogo di santità, ma anche di perdizione. Quando si va a considerare il nome del Principe con la Yod si ottiene 324, in questo numero si legge un chiaro riferimento alla possibile unione degli opposti nel termine SHIDEKH (organizzare o negoziare un matrimonio), avviene così che l’iniziato si trasforma in ricettacolo AGAN HASAHR (recipiente rotondo) pronto per venir ammesso nella SHEVET ECHAD ( la tribù una), termine che sta ad indicare una regalità raggiunta, infatti con tale frase la Torà definisce la tribù di Yheudà. Inoltre non è un caso che 324 sia il quadrato di 18 (chay, radice della parola vita), in cabalà il quadrati di un numero rappresenta sempre la sua massima espressione, 18 è anche la somma delle due Tet presenti dentro il nome del principe espressione dell’unione maschile e femminile (18 = Tet+Tet = Chay = Chet-Yod = le lettere che, secondo le attribuzione del sefer yetzirà, rappresentano la mano destra e la mano sinistra).
Se consideriamo ancora il Nome scritto con la Yod ci accorgiamo di un’altra fondamentale caratteristica che non appartiene al nome scritto senza la yod, con l’aggiunta di questa lettera si ottiene un altro importante termine (Nir) che va messo in relazione al termine Nur:
x i p Nir = arare, dissodare, lampada, fiaccola
x e p Nur = fuoco
Questi due termini sono interdipendenti in quanto la Vav può essere considerata come un’estensione della Yod e la Yod una “risalita” della Vav.
Tutto ciò sta a significare che il termine Nur, il fuoco nemico-amico, trova la sua più alta espressione spirituale nella parola Nir, analizziamo i momenti in cui, nella Torà, appare il termine Nir per renderci conto di cosa si tratti, non è casuale che compaia solo SETTE volte:
IL TERMINE “NIR” NELLA TORAH
Proverbi13, 23: Il lavoro dei campi (nir) da abbondanza di cibo anche ai poveri, ma chi non conosce il modo di lavorarli cade in miseria.
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Osea 10,12: Seminate giustizia, seminate opere oneste, provvedete ad arare (nir). Sarebbe ora che ricercaste Ha-Shem, il quale verrebbe ad insegnarvi le vie della giustizia.
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2 Cronache 21,7: Ma Ha-Shem non volle distruggere la discendenza di David in virtù del patto che aveva stipulato con lui e aveva detto di mantenere a lui e ai suoi figli una fiaccola (nir) in eterno.
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Geremia 4,3: Poiche così dice Ha-Shem agli abitanti di Giuda e di Gerusalemme: “Dissodate (nir) la vostra terra e non seminate tra le spine”
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1 Re 15,4: Parlano della dissolutezza del re Geroboamo…”Tuttavia, , per riguardo a David, Ha-Shem suo D-o gli diede una lampada (nir) in Gerusalemme, elevando suo figlio dopo di lui e risparmiando Gerusalemme.
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1 Re 11,36: A suo figlio darò una sola tribù affinché una fiaccola (nir, nella nota si dice che la fiaccola è il tempio) rimanga a David Mio servo per sempre innanzi a Me in Gerusalemm, la città che io ho eletto per porvi il mio Nome.
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2 Re 8,19: (si parla della dissolutezza del re joram figlio di achav)…Nonostante questo Ha-Shem non volle distruggere Giuda per amor di David suo servo conforme alla promessa fattagli di mantenere sempre una lampada (nir) per lui e i suoi figli.
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Appare del tutto ovvio che con il termine Nir si descrive un’ opera iniziatica di “Dissodamento della terra interiore” al termine della quale si è coscienti del PATTO stabilito da D-o con l’uomo, tale Alleanza-Testimonianza (Berit-Edut) è rappresentata dalla “Fiaccola (nir) eternamente accesa” presente nella coscienza risvegliata dell’iniziato.
Nei versetti appena citati riveste una particolare importanza il seguente, dove compare la parola Nir e Berit: 2 Cronache 21,7: Ma Ha-Shem non volle distruggere la discendenza di David in virtù del patto (berit) che aveva stipulato con lui e aveva detto di mantenere a lui e ai suoi figli una fiaccola (nir) in eterno.
Il Patto e la Lampada eternamente accesa
Analizzando la parola Berit (Patto) da un punto di vista cabalistico troviamo interessanti riscontri che convalidano le mie precedenti affermazioni:
zixA Berit (Patto)
E’risaputo che la lettera tav può essere scomposta in una nun e in una dalet:
z pc
Ma anche in una resh e in una nun:
z p x
Ecco cosa succede alla parola Berit se sostituiamo la tav finale con le scomposizioni or ora descritte:
pc ixA p x ixA
Permutando queste lettere otteniamo interessanti significati, quello che colpisce è che con questa tecnica nella parola Berit compare il termine Nir (nun-yod-resh):
x i p cA (porzione di fuoco) x i p xA (fiaccola pura)
(fuoco solitario) (fuoco selvaggio)
x i p Ac(orso di fuoco) x i p Ax (arare abbondantemente)
Il patto (berit) tra uomo e Ha-Shem cela il segreto di un fuoco puro, inaccessibile al non iniziato.
Per adesso ho analizzato solo la prima parte del codice del Principe del Volto, vorrei continuare prendendo in esame le due TET che compaiono affiancate nel grafico sottostante:
n
i
h h
x e p
Secondo il mio parere la Tet può essere scomposta in una Zain e in una Chaf:
h = fk
In questo modo otteniamo, grazie alla permutazione, due nuovi significati:
fk Chaf-Zain è l’acrostico di “Cherubino d’Oro” bhz bvrk
jf Zain-Chaf significa “puro” Scomponendo la tet con questo originale sistema ho ottenuto la frase “Cherubino d’oro puro”, nel Nome del Principe ci sono due Tet che si fronteggiano, a questo punto è ovvio che le due Tet sono i due cherubini a guardia del Gan Eden, oppure quelli posti sopra al coperchio dell’Arca della Testimonianza (Edut). Siamo arrivati alla fine del percorso, adesso mi sembra tutto chiaro, abbiamo il Fuoco alla base della colonna vertebrale (nur) che se non soggetto a bruciarsi per le passioni e gli istinti inferiori diventa un fuoco sacro iniziatico (nir) segno del patto stipulato da D-o con l’uomo. Abbiamo i due Cherubini d’oro puro che si fronteggiano e ci lasciano passare se il nostro fuoco interiore è sufficientemente privo di scorie… i due Ministri ci fanno il più grande dei doni, ci permettono l’accesso all’albero della Vita (la Yod che vale dieci) oppure alla Testimonianza (Edut = Da’at) simboleggiata dai dieci (Yod) comandamenti, l’ascesa equivale ad abbeverarsi alle acque superiori (Mem), ma ecco lo schema svelato:
n Acque Superiori
i Edut, la testimonianza, i dieci (yod)
comandamenti custoditi nell’Arca
“Cherubino d’Oro” fk fk“Cherubino d’Oro”
x e p “Fuoco”
Esodo 25,18:
Farai due cherubini d`oro: li farai lavorati a martello sulle due estremità del coperchio. 19 Fà un cherubino ad una estremità e un cherubino all`altra estremità. Farete i cherubini tutti di un pezzo con il coperchio alle sue due estremità. 20 I cherubini avranno le due ali stese di sopra, proteggendo con le ali il coperchio; saranno rivolti l`uno verso l`altro e le facce dei cherubini saranno rivolte verso il coperchio. 21 Porrai il coperchio sulla parte superiore dell`arca e collocherai nell`arca la Testimonianza che io ti darò.
22 Io ti darò convegno appunto in quel luogo: parlerò con te da sopra il propiziatorio, in mezzo ai due cherubini che saranno sull`arca della Testimonianza, ti darò i miei ordini riguardo agli Israeliti.
Ha mio avviso è estremamente interessante notare che l’acrostico (Chaf-Zain) contiene proprio la splendida immagine del cherubino con la spada in mano in quanto Chaf in ebraico significa “palmo di mano” e Zain “Arma da combattimento”!
Mi pare ovvio che i due Cherubini (Tet-Tet) siano le due porte d’accesso, i due canali che fanno elevare la consapevolezza dell’iniziato meritevole.
Come afferma il passo appena citato i cherubini erano a guardia della “Testimonianza”, delle due tavole che contenevano i 10 comandamenti simboleggiati qui proprio dalla lettera Yod che si trova proprio sopra i due cherubini (Chaf-zain).
Inoltre la testimonianza, Ha-Edut (479) in ebraico, è “il segreto di tutti i segreti”(479) in quanto una sua permutazione equivale a Ha-Da’at (479), ecco a cosa fanno la guardia i due cherubini alla conoscenza unificata, all’undicesima sefirà. Ma analizziamo meglio il termine Edut, testimonianza (479):
zcr Edut
zrc Da’at
Continua…
i i
x p d
e e
x p d