Il Problema esistenziale di Giobbe

Il Problema esistenziale di GiobbeIl Problema esistenziale di Giobbe, i suoi quattro amici e le cinquanta domande che Dio gli pone, seguiremo il suo cammino verso il riappacificarsi con problema della natura del male.

Luogo

Paiano, Vicino a Stia (Casentino)

Informazioni ed iscrizioni

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Georges de La Tour (1593 – 1652): Giobbe la moglie

Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: “Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!” Ma egli le rispose: “Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perchè non dovremmo accettare il male?” (Giobbe 2, 8-10). Con queste parole, il Libro di Giobbe introduce il “problema del male”, la tentazione a perdere la fiducia in Dio, e la figura di una pazienza a tutta prova, Giobbe, che La Tour fa vedere col coccio ai suoi piedi mentre ascolta attentamente la giovane moglie.

Mentre spesso nei suoi dipinti Georges de La Tour nasconde la fonte luminosa, qui la donna tiene la fiamma di una candela direttamente davanti al marito che soffre. Ma la luce emessa da questa candela appena raggiunge Giobbe nelle sue tenebre. Con questo contrasto, l’artista vuole forse alludere a quella “notte dello spirito” che i grandi santi devono attraversare: la noche oscura di cui San Juan de la Cruz aveva scritto nel tardo Cinquecento. Secondo il mistico spagnolo, chi entra in questa condizione interiore deve “rimanere nelle tenebre, serrando gli occhi a qualunque altra luce”.

Nel dipinto di La Tour, la moglie offre al marito il modesto lume della ragione, cercando di convincerlo che le sue sofferenze siano una prova che Dio l’abbia abbandonato, e che Giobbe farebbe bene ad arrendersi. Ma Giobbe preferisce la “notte” della sua fede, e ascolta imperturbato il ragionamento della consorte.