LA GIARA DELLA SAGGEZZA

LA GIARA DELLA SAGGEZZAKad (Kaf – Dalet), in ebraico, significa “otre, giara”. Vale 24, proprio come il numero totale dei libri contenuti nel TANAKH, la Bibbia ebraica. In essi c’è una saggezza infinita, solo in minima parte accessibile, interpretabile, utilizzabile.

“La Giara della Saggezza” è il nome che abbiamo scelto per una serie di incontri in tutta Italia, durante il prossimo anno. Ci proponiamo di presentare i vari libri del Tanakh, cercare quale sia l’essenza del messaggio di ognuno di essi. Pur tenendo presente l’aspetto storico e le interpretazioni tradizionali, il nostro approccio sarà squisitamente cabalistico. A volte basterà un nome, un verso, un capitolo, ad indicarci il messaggio. Grazie alla contemplazione sulle lettere dell’Alef-Beit, alle loro permutazioni, i valori numerici, i riferimenti all’albero della Vita e alle Sefirot, i livelli dell’anima e i mondi, ogni verso della Bibbia diventa un universo di bellezza e di verità.

La Bibbia è vasta e complessa. Molti e numerosi sono i libri e i brani che ad un approccio letterale appaiono ostici, anacronistici, incoerenti. Si pensi alle liste dei sacrifici animali, a vari precetti di natura violenta (pene di morte), a profezie di punizioni catastrofiche. Ci sono lunghi brani che sembrano ripetersi, liste di nomi di dubbio valore storico, elenchi dettagliati di pesi e di misure. Ci sono dei brani che non è neppure possibile tradurre, data la complessità di un linguaggio apparentemente arcaico. Perfino nei Salmi, le preghiere più sublimi mai scritte, ci sono versi con pesanti maledizioni, battaglie sanguinose.

Ci proponiamo di mostrare come sia sempre possibile una lettura sapienziale, che conduca oltre il significato letterale.

Infine, insieme ai gruppi che di volta in volta si formeranno, cercheremo di trasportare la lettura dal solo piano intellettuale a quello del sentimento profondo, mimando o recitando alcune delle parti svolte dai personaggi in questione. Anche alcune visualizzazioni guidate potranno entrare nei programmi. Lo scopo è sempre quello di attualizzare le letture bibliche, di comprendere come esse si riferiscano a situazioni di ieri, di oggi, di domani.

Secondo rabbi Pinchas di Koretz, ci sono quattro livelli nello studio della Torà:

dal basso all’alto:

* Alef Beit (Lettere e grammatica)
* Miqra – Testi (libri e versi del Tanakh
* Ghemarrà (Include la Mishnà, l’interezza del Talmud)
* Cabalà

Sono le quattro lettere del Nome di Dio, sono i quattro mondi della Cabalà.

Si osservi: il Mikrà, la lettura dei testi sacri, corrisponde al livello della Vav, al mondo delle Midot, delle emozioni. Rabbi Pinchas osserva che il Mikrà, la lettura della Bibbia, non viene fatta veramente se non ci si connette con lo stato d’animo emotivo provato dalle persone che agiscono nei brani in questione.

Sarà il nostro compito quello di evocare in qualche modo la complessità emotiva, affettiva, sentimentale, che il testo vuole descrivere. I nostri gruppi diventeranno così dei laboratori di ricerca delle nuove vie dello spirito, di tecniche in grado di portaci ancora più vicino ai doni dei Maestri.

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